Falsi miti della sigaretta

Falsi miti della sigaretta

Fumare una sigaretta “piace”.
A fronte degli indubbi benefici derivanti dall’abbandono della sigaretta, al fumatore piace la sua sigaretta, ne gusta l’aroma, il sapore, le differenze organolettiche fra le marche, il suo essere l’ideale conclusione di un pasto o di una pausa-caffè.
E attorno a questo “piacere” ha costruito, magari aiutato da un marketing aziendale più o meno evidente, una serie di falsi miti, di belle immagini e qualche autentica… balla!

Vediamone alcune:

Vuoi mettere il fascino del “bel tenebroso” o della “femme fatale” con una sigaretta fra le dita?
Dita giallastre, denti rovinati, alito pesante, pelle grigiastra e raggrinzita, occhi arrossati, capelli puzzolenti… sono queste le caratteristiche delle persone affascinanti?

Sto diventando adulto: fumare è “da grandi”, da persone “mature”
Un classico! Però, a guardaci bene, si inizia a fumare perché “lo fanno tutti”. E tanti saluti alla maturità…

Fumare mi rilassa.
Poiché nel fumatore la carenza di nicotina provoca sintomi da astinenza, tra i quali nervosismo ed irritabilità, è ovvio che l’assunzione di ulteriore nicotina con la sigaretta plachi queste sensazioni.
È un cane ce si morde la coda: assumo una sostanza la cui mancanza mi provoca nervosismo che mi spinge ad assumere ancora quella sostanza. In breve: dipendenza.

Fumare migliora il sesso
Le ricerche dimostrano che il rischio di impotenza aumenta nei maschi fumatori. La vasocostrizione dovuta alla nicotina e la scarsa ossigenazione dovuta al monossido di carbanio riducono la capacita di raggiungere e mantenere l’erezione. Nella donna i genitali risultano meno irrorati e quindi meno sensibili. Inoltre il fumo riduce anche il tasso di fertilità.

Cancro? Infarto? Ma se mio nonno (o zio, cugino, amico ecc.) fumava 2 pacchetti al giorno ed è campato fino a 95 anni!
Come una rondine non fa primavera, un nonno… non fa statistica! È anti scientifico (o semplicemente sciocco) basare un giudizio su un singolo o pochi casi. Il fumo non da la certezza di sviluppare il cancro o di avere un infarto, ma è una certezza che i fumatori hanno una incidenza di patologie oncologiche e cardiovascolari significativamente maggiore rispetto ai non fumatori.
Quindi: si può arrivare alla vecchiaia anche fumando, ma bisogna vedere in che condizioni ci si arriva!

Smettere? Alla mia età? Ormai i danni sono stati fatti…
Smettere di fumare comporta dei benefici a breve e a lungo termine (link), alcuni soggettivamente e facilmente percepibili.

Fonti bibliografiche:
AULSS 12 Veneziana: Fumo-guida pratica per il Medico di Medicina Generale
A. Frungillo. Impatto economico del tabagismo sul SSN e nuove strategie di lotta e di ridimensionamento della spesa.
www.airc.i
Ministero della Salute (www.salute.gov.it): Il fumo in Italia: indagine DOXA-ISS 2014